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Vita civile XIII secolo

Vita civile XIII secolo

La vita civile nel XIII secolo

 

Vita Civile

Anche se l'attività di Terra di Prato si concentra sugli aspetti militari (e quindi si parla per lo più di figure maschili) del XIII secolo, non dobbiamo dimenticare come, in epoca comunale, i soldati fossero i semplici cittadini chiamati a servire, a seconda del reddito, come fanti, tiratori o cavalieri. Non soldati di professione quindi, ma contadini, artigiani e mercanti strappati alle loro case, alle loro famiglie ed attività, alle quali comunque dedicavano la maggior parte del periodo dell'anno impegnando nella guerra solo il periodo primaverile/estivo. In questa ottica ogni figura rappresentativa, e ricostruita dai soci di Terra di Prato, è innanzitutto un "civile" e questo ambito comprende, ovviamente, sia figure maschili che femminili. Con "civile" intendiamo generalmente un abitante di Prato o dei suoi dintorni nel periodo di massimo splendore della città, la seconda metà del XIII secolo appunto. L'Associazione può così mostrare uno spaccato di vita civile in un angolo di una città medioevale. Ci sono spazi dedicati al ballo, dove uomini e donne nobili danzano per far passare il tempo, spazi dedicati al commercio dove i mercanti aiutati dalle loro donne mostrano sui banchi le loro merci, spazi dedicati all'allenamento alla guerra sia per i fanti che per i cavalieri; tutto questo contornato da screzi tra gli ambulanti, risse tra ubriachi e giocatori di dadi e faide tra nobili, il tutto prontamente sedato dall'intervento dei birri od autonomamente risolto con rapidi duelli a mani nude, con bastoni o daghe. Durante la guerra vediamo le città svuotarsi e le dame ricamare e seguire l'educazione dei figli non ancora in età da combattere o delle figlie; alcune fortunate imparano a leggere e scrivere per poter sostituire il marito od il padre partito o perito l'anno prima in battaglia, alcune si dileggiano nel tiro con l'arco od a danzare in attesa del ritorno dei loro cari. Nel contempo i prati si riempiono di accampamenti (vedere anche"L'Accampamento") militari. Nobili, ricchi mercanti, artigiani, contadini: tutti questi personaggi sono ricostruiti con attenzione ai dettagli dell'abbigliamento ed agli accessori di ciascuno, frutto di un attento studio e di numerosi tentativi per realizzare ogni capo di vestiario, coltello, scarsella etc.. Guardiamo quindi come sono gli abiti di tutti i giorni, ti invitiamo a venire a vederli, a toccarli con mano ed a chiederci dove abbiamo preso lo spunto per realizzarli. Gli uomini indossano camicia, brache, panni da gamba e tunica, semplice o variamente ornata a seconda della classe sociale, un'infula in testa: questi stessi abiti vengono portati, durante la guerra, sotto alle armature. Le donne oltre alla biancheria (una sorta di camicione della nonna e varie fasce) indossano, a seconda del ceto, se più povere un ulteriore camicione ed il grembiule od un rettangolo che copre avanti e dietro, detto cotta, o se nobili un abito il cui valore dipende più dalla quantità/qualità della stoffa che dagli ornamenti che solo nei secoli successivi diventano fondamentali. Le più ricche si distinguono dai ricami riportati, dalla possibilità di aver più di un vestito, dal mantello tenuto chiuso da semplici ma costose spille. Nelle nostre ricostruzioni a volte potrai trovare tutto un po' "mescolato" ma è difficile avere un palcoscenico che ci permetta di creare momenti distinti.